«Do you (really) believe in evil?». Psycho, la serialità televisiva e il suo spettatore

Between, vol. 6, n. 11, 2016, pp. 1-25

ABSTRACT

Even if the influence exercised by Hitchcock on the cinema is widely known, it has been largely disregarded by scholars, especially in comparison to the uncountable studies devoted to dissect his own movies. Hitchcock’s influence on television has been even more disregarded. This essay draws on the case study involving Psycho (1960) to enlighten a few radical changes to which intertextuality in the television seriality has been undergoing since the 1990s. In fact, the classical seriality and the most recent one (usually referred to as the new seriality of quality television) have handled the intertextual relationship in very different ways. The selection of the contents offered by the model is different: indeed, difficult topics and issues, such as serial killing, mental illness and queer sexuality, as well as the performative side of gender, were hardly suitable for the classical seriality. More importantly, it is the conception of the viewer and of his/her habits that changed considerably, so much so to influence the conception and form of seriality itself. The essay deals with examples such as Alf, Amazing Stories, Murder, She Wrote, NCIS: Naval Criminal Investigative Service, Psych, American Horror Story, Bates Motel

L’influenza esercitata da Hitchcock sul cinema è un dato tanto notorio quanto sottovalutato dagli studi. Ancora di più lo è la sua influenza sulla televisione. Questo saggio utilizza un esempio significativo – quello che coinvolge il film Psycho (Psyco, 1960) – per mettere in luce alcuni mutamenti radicali subiti dalla gestione  dell’intertestualità nel contesto dell’evoluzione subita dalla serialità televisiva negli ultimi trent’anni. Sensibilmente diverse appaiono infatti le modalità di tale gestione da parte della serialità cosiddetta classica e di quella più recente, variamente definita come ‘nuova’ o ‘di qualità’. Cambia altresì la selezione operata sul complesso materiale offerto dal modello, il quale deve la sua fortuna a intuizioni relative a questioni complesse da affrontare per la serialità classica, come l’intreccio tra morte, instabilità mentale e sessualità eteroclita, o come il carattere performativo del gender. Si metterà infine in luce come a mutare, al fondo, sia la concezione dello spettatore e delle sue prassi di visione, che risultano essere molto diverse tra le due forme di serialità e che incidono in modo radicale sulla loro scrittura e sulla loro concezione formale e strutturale. Il saggio prende in considerazione, tra gli altri, esempi tratti da Alf, Amazing Stories (Storie incredibili), Murder, She Wrote (La signora in giallo), NCIS: Naval Criminal Investigative Service (NCIS: unità anticrimine), Psych, American Horror Story, Bates Motel.

© 2018-2019 by Mauro Giori

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