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«Parlavo vivo a un popolo di morti». Comizi d’amore, cinema-verità e film a tesi

Studi pasoliniani, n. 6, 2012, pp. 99-112

ABSTRACT

Thanks to unpublished documents, mostly preparatory drafts and manuscripts from Pasolini’s papers, this essay argues that it is misleading to consider Comizi d’amore as a simple example of ‘cinéma vérité’, as it is commonly understood. The paper particularly focuses on how and why Pasolini manipulated the footage through editing and dubbing, sometimes in problematic ways, in order to build a film with a thesis rather than simply showing without any interference the results of his inquiry about the sexuality of Italians.

Grazie a documenti inediti, perlopiù bozze, appunti e sceneggiature provenienti dalle carte di Pasolini, il saggio vuole sostenere che considerare Comizi d'amore, come si fa normalmente sin dall'uscita del film, come un esempio di cinema-verità è del tutto fuorviante. Al contrario, il saggio mostra come Pasolini abbia manipolato il girato, tramite montaggio e doppiaggio, talora in modi alquanto problematici, in modo da costruire un film a tesi anziché riportare i risultati della sua inchiesta in modo neutrale, e come questa sia stata la sua intenzione (in parte dichiarata) sin dall'inizio del progetto.

© 2018-2019 by Mauro Giori

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