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Polimorfi ma non perversi. Aspetti euristici del mostruoso nel cinema di David Cronenberg

in M. Bellini (ed. / a cura di), L’orrore nelle arti. Prospettive estetiche sull’immaginazione del limite, Milano, Lucisano, 2008, pp. 285-397

ABSTRACT

This article focuses on David Cronenberg’s representation of monstrosity as a form of knowledge, particularly when connected with sexuality. After a discussion of Robin Wood’s harsh criticism of Cronenberg’s works on this respect, the essay elects The Fly as a case study, analyzing its development from George Langelaan's short story to Kurt Neumann’s 1958 cinematographic adaptation to Cronenberg’s one, passing through Pogues’ first screenplay.

Il saggio​ riflette sull'originale concezione del mostruoso e della malattia come occasioni euristiche, cioè di riflessione e di ripensamento del senso dell'esistenza e del rapporto tra sé e il mondo che passa attraverso il corpo e quindi la sessualità, lungo tutta l'opera di David Cronenberg. Vi si discutono le ragioni di un profondo fraintendimento della critica, esemplato nell'opinione prestigiosa di Robin Wood, e si propone una lettura alternativa che sceglie come caso di studio The Fly (La mosca, 1986) alla luce di un confronto con il racconto originale di George Langelaan, con la priva versione cinematografica firmata da Kurt Neumann nel 1958 (The FlyL’esperimento del dottor K) e con la sceneggiatura firmata da Charles Edward Pogue e poi riscritta da Cronenberg. 

© 2018-2019 by Mauro Giori

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