Poetica e prassi della trasgressione in Luchino Visconti. 1935-1962

Libraccio, Milano 2011, pp. 346, 77 ill. b/n (series: “Rappresentazioni. Storia culturale e cultura visuale”, 1)

2nd ed., revised and augmented, 2018

SYNOPSIS

Since its beginnings, Luchino Visconti’s career was characterized by scandals, controversies, censures and even seizures, as a consequence of a particularly reactionary context but also of a transgressive intention, expressed mostly through the representation of alternative sexualities and masculinities. Thanks to a large amount of unpublished documents preserved in various archives and among Visconti’s papers, this book aims to study this largely overlooked aspect of Visconti’s work in relation to its cultural context, focusing on a few case studies: the early cinematographic projects; the staging of Marcel Achard’s Adamo (1945) and Giovanni Testori’s L’Arialda (1961), and the films Ossessione (1943), Senso (1954), Rocco e i suoi fratelli (1960), and Il lavoro (1962). It intends to re-etablish in particular the relevance of the collaborations between Tennessee Williams and Giovanni Testori and Visconti, whose conception of melodrama – so crucial since his debut as director – significantly evolved under the influence of the two writers. This book is complemented by the following Scandalo e banalità.

​REVIEWS

 

"A dispetto della giovane età, Mauro Giori è uno dei più assidui esegeti italiani di Visconti, al quale ha dedicato più di un lavoro. In questo testo Giori coniuga una speciale vocazione filologica, che lo induce ad analizzare comparativamente gli avantesti viscontiani, con una ampia e aggiornata conoscenza del dibattito critico sul regista. Riflettendo in particolare sulla tipica gestione dell’elemento trasgressivo ed erotico in Visconti, Giori salda la propria ricerca con quella americana della scuola di David Forgacs e discepoli, straordinari conoscitori del neorealismo italiano anche se non sempre illuminati da una equivalente conoscenza del paesaggio, spesso padano, in cui il neorealismo ambienta parte delle sue storie, e che pure tanta parte gioca nel linguaggio filmico non solo di Visconti ma anche di Rossellini (Paisà) o del primo Antonioni (Gente del Po, Il grido). L’approccio di Giori segna peraltro un interessante tentativo di integrazione, da parte della critica cinematografica italiana, delle tradizionali letture filmiche con una matrice di stampo più marcatamente culturalista."

(Paolo Caponi su Altre Modernità B, maggio 2013).

​TABLE OF CONTENTS

 

Introduzione V

I.      Ritratto (sentimentale) dell'artista da giovane. I progetti per l'esordio

1. I turbamenti del giovane Tanino – 2. L’altro Jean – 3. Magna Grecia – 4. Diciotto chiavi, a futura memoria

II.     L'uomo nuovo viscontiano. Ossessione

1. «Neppure mi guardò» – 2. Una coscienza molto equivoca – 3. Un adulterio, in francese nel testo – 4. Le vie del Signore sono misteriose

III.   Regia di Luchino Visconti. Esordi nella prosa e i nuovi progetti per il cinema

1. L’arte del più debole – 2. Il programma di Visconti – 3. Chiusa parentesi – 4. Cronache di poverissimi amanti

IV.    Dal realismo al neorealismo (romantico). Senso

1. L’altra Ossessione – 2. Un tram chiamato Risorgimento – 3. Dall’invincibile Remigio al dandy Franz Mahler – 4. Lo schiaffo di Scalfaro – 5. Intorno a una sciarpa di tulle

V.     I segreti di Milano. Rocco e i suoi fratelli

1. La delusione di tutti i delitti – 2. Se Lomazzo è un pederasta... – 3. La storia del Morini – 4. L’angelo fustigatore – 5. I puntellatori di professione – 6. Apocalittici e reintegrati

VI.    Sotto la crosta del panettone. L’Arialda Il lavoro

1. L’altro Rocco – 2. Scandalo e banalità

Immagini

Appendici

Riferimenti bibliografici

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